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- Sim1 ft KK -

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- Sim1 -

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Non mi va di scrivere "ulteriori informazioni personali", anche perchè che senso avrebbe, cioè voglio dire, che senso ha conoscermi attraverso un blog??? Se siete cosi ansiosi non sarebbe meglio farlo a quattrocchi, cosa sò, magari con una bevuta davanti??? Forsa coraggio non siate timidi!!!

-Svarione Filosofico-
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Simone

September 12

FINALMENTE GIUNTI AL 10 SETTEMBRE... E ANCORA VIVI

 

«Funziona, evviva funziona!». Sono le 10.28 quando nella sala controllo dell'Lhc al Cern di Ginevra arriva la certezza che il più grande esperimento scientifico mai concepito dall'uomo è iniziato. La tensione per un attimo si allenta, scoppiano gli applausi e non mancano le lacrime di commozione. Per molti questo è il punto di arrivo di oltre 20 anni di lavoro e oltre otto miliardi di euro necessari per risolvere problemi scientifici e ingegneristici senza precedenti. Basti pensare che quando il progetto fu approvato nel 1995 gran parte delle tecnologie che oggi lo fanno funzionare nemmeno esistevano. Ma soprattutto è l'inizio di una nuova era. «È un momento fantastico - esclama Lyn Evan, leader del progetto Lhc - perché ora possiamo finalmente cominciare a svelare com'è nato e si è evoluto il nostro Universo». Quella di ieri è stata una giornata intensa, cominciata già prima dell'alba al Cern. Il primo passo è avvenuto nei laboratori in superficie del Cern, con la sottrazione di elettroni a migliaia di atomi di idrogeno gassoso per isolarne i protoni che ne costituiscono il nucleo e spingerli fino a circa un terzo della velocità della luce con un acceleratore lineare, assai meno potente dell'Lhc. Il passo successivo è stato l'ingresso di questi protoni "pre-accelerati" in un "booster", un anello che li spinge fino al 91% della velocità della luce convogliandoli poi in una seconda struttura circolare. È il vecchio sincrotrone a protoni costruito 50 anni fa, ma ancora efficientissimo grazie a numerosi upgrade, che a regime sparerà le particelle fino al 99,9999991% della velocità della luce fino a un'energia di 25 gigaelettronvolt. A questo punto il fascio di particelle, più sottile di un capello umano, ma velocissimo, è fatto scendere 40 metri nel sottosuolo per raggiungere l'Sps, il sincrotrone grazie al quale il Nobel italiano Carlo Rubbia, presente al test, ha scoperto i bosoni W e Z. Questo è l'ultimo passo prima dell'Lhc vero e proprio e molti, nella sala controllo in superficie, hanno sicuramente trattenuto il fiato quando intorno alle 9:30 è cominciata l'attesa per il passo finale verso l'Lhc. Che è arrivato con l'ingresso del primo fascio di particelle in senso orario e la conferma che tutti i 27 chilometri dell'anello venivano percorsi senza problemi. Questo era uno dei punti più delicati dell'Lhc, perché per far curvare particelle che sfiorano la velocità della luce, e poter quindi essere alloggiato nello stesso tunnel costruito anni fa per un acceleratore più piccolo, ha dovuto sviluppare magneti potentissimi. La prima "iniezione" di protoni in senso orario nell'Lhc è stata un successo anche in termini storici. Nessuno infatti sembrava immaginare, e forse nemmeno sperare, che tutto ciò potesse essere fatto in meno di un'ora. Per gli stessi test, il predecessore dell'Lhc, il collider Lep (Large Electron Positron) aveva richiesto ben 12 ore. L'esito è stato talmente incoraggiante che poco dopo la prima prova gli scienziati hanno deciso di tentare la fortuna una seconda volta, "sparando" i protoni in senso opposto. Una doppietta azzeccata che ha esaltato la comunità di fisici presenti al Cern, ma anche nel resto del mondo. «Ci sono moltissimi giovani che hanno lavorato a questi esperimenti e per costruire questa macchina, e che potranno dire: io c'ero», sottolinea Roberto Petronzio, il presidente dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, che ha avuto un ruolo fondamentale nel coordinare lo sviluppo scientifico e tecnologico del progetto, in particolare nei confronti con l'industria. Liquidati invece gli allarmismi degli ultimi giorni, anche se in realtà le collisioni tra particelle non avverranno che tra diverse settimane. «L'esperimento è da considerare assolutamente a rischio zero», ha ribadito Luciano Maiani, oggi direttore del Cnr e alla guida del Cern dal 1998 al 2003. «Osservando le stelle - racconta l'astrofisica Margherita Hack - abbiamo guardato indietro nel tempo, fino a osservare l'Universo quando era giovanissimo, 13 miliardi di anni fa. Ma ora con l'Lhc si cercherà di riprodurre le stesse condizioni di temperatura per vedere le particelle che si erano formate all'origine dell'Universo». Il nuovo appuntamento per l'Lhc è fissato alla prossima settimana, quando i due fasci di particelle saranno sincronizzati. E per i primi mesi del 2009 la macchina lavorerà a regime.

 
September 07

NO MA ALLA FINE NON SERVE A NIENTE... AHAH!!!

 
E mentre 2mila studiosi di tutto il mondo che collaborano al progetto saranno in trepidazione sicuri di portare a casa un grande risultato, un manipolo di scienziati capitanati dal prof. Otto Rossler, sono invece convinti che gli abitanti della Terra assisteranno in diretta alla fine del pianeta. Per questo, Rossler e compagni hanno presentato alla Corte dei diritti umani di Strasburgo un ricorso, subito respinto, dalla stessa Corte, per fermare l'esperimento. Materia del contendere sarebbe il buco nero che verrebbe a formarsi all'interno della grande «macchina del tempo» costata 6 miliardi di euro e posizionata a 100 metri di profondità al confine tra Francia e Svizzera. Secondo Rossler il buco nero potrebbe, in 4 anni, inghiottire il pianeta. Da Ginevra, sebbene l'equipe dell'Lhc non escluda la formazione di un buco nero, assicurano, tuttavia, che le sue dimensioni non costituirebbero una minaccia per la Terra. Ma se le rassicurazioni della maggior parte del mondo scientifico sgombrano il campo dalle allarmanti dichiarazioni di Rossler, la struttura dell'Lhc, con le sue dimensioni, certo inpressiona. Il Large Hadron Collider è il più potente acceleratore di particelle al mondo. Si tratta di un «tubo» circolare con una circonferenza di 27 chilometri formato da 2mila magneti superconduttori mantenuti a una temperatura di -271°C in grado di far scontrare protoni ad altissima velocità. Lungo il percorso si trovano 4 postazioni di rilevamento dati che registreranno il comportamento delle particelle durante le 800 milioni di collisioni che avverranno ogni secondo. Ma per raggiungere questa cifra si dovrà attendere almeno un anno: tanto servirà all'Lhc per andare a pieno regime. Il cuore pulsante dell'Lhc sono le postazioni di rilevamento, e in particolar modo l'Alice, il Cms, l'Atlas e l'Lhcb. Il loro scopo principale è cercare il Bosone di Higgs. L'esistenza della «particella di Dio» è stata ipotizzata per spiegare perché la materia abbia massa. Ma i 4 esperimenti hanno anche altri obiettivi: capire di cosa è fatta e come si è originata la materia oscura che compone gran parte dell'universo; spiegare perché nell'universo conosciuto la materia prevale sull'antimateria; verificare la teoria della «Grande unificazione» secondo cui le forze della natura sono in realtà una sola forza; verificare la teoria supersimmetrica che prevede l'esistenza di «particelle-ombra» di quelle che sono state osservate finora e infine scoprire se esistono nuovi mattoni fondamentali della materia e nuove forze tra essi. Se l'esperimento avrà successo - assicurano dall'Istituto nazionale di fisica nucleare - si apre una nuova era per la scienza e per l'umanità intera.
September 05

TRATTO DAL VERBALE DEI CARABINIERI

 
"ANCONA - In data odierna (04/09/2008) alle ore 14.55 circa, parcheggiavo l'autovettura Opel Corsa di colore grigio targata XXXXXXX di proprietà di mia madre, nei pressi di questa Via Rupi di Via XXIX Settembre, precisamente dei pressi dell'Hotel Jolly. Alle ore 15.05 circa, nel riprenderla notavo con rammarico che ignoti malfattori avevano rotto il vetro relativo allo sportello posteriore lato destro, asportandomi dall,interno dell'abitacolo un marsupio di colore blu marca Napapijri contenente vari documenti personali:
-patente di guida
-carta di identità
-tessera sanitaria
-carta bancomat
-altre tessere varie
-banconote la cui somma pari ad euro 20,00
-telefono cellulare colore grigio chiaro marca Nokia
Allertato di quanto sopra citato, mi affrettavo a raggiungere i vostri uffici per sporgere denuncia."
 
Aggiungo che dopo aver notato con "rammarico" il fatto ho preso a pugni diversi oggetti compresa la mia auto e ho animatamente imprecato in diverse lingue!!!
Essendo stato in zona archi con può che essere stato un fottutissimo cinegro!!! LI ODIO!!!
 
Macchinina
September 03

MAMMA COME FUNZIONA UN ACCELERATORE DI PARTICELLE!!!

 
Per chi volesse capire cosa si accenderà il 10 settembre prossimo e perchè, ecco, direttamente dal CERN (il laboratorio sotterraneo di Ginevra nel quale è stato costruito l'acceleratore), un simpaticissimo video realizzato da una giovanissima fisica (23 anni), che sta svolgendo uno stage all'interno del laboratorio!!!
 
 
Questa cosa è sempre più figa!!! Ahah
September 02

FIGATA O FOLLIA... TU DIMMI SE QUESTO E' PROGRESSO!!!

 
LONDRA - Per gli studiosi che si apprestano a spingere il pulsante d'accensione, si tratta di ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il Big Bang: ovvero di riportarci indietro nel tempo sino al momento della creazione del nostro universo, all'inizio del mondo. Ma per un gruppo di preoccupati ricercatori l'esperimento che dovrebbe cominciare tra dieci giorni in un immenso laboratorio sotterraneo, sepolto a un centinaio di metri sotto il confine tra Francia e Svizzera, comporta il rischio della fine del mondo, la distruzione e anzi la letterale scomparsa del nostro pianeta. Così, all'ultimo momento, gli oppositori del progetto hanno presentato un ricorso davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani, che in teoria potrebbe bloccare il più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi. Oggetto della contesa è il Large hadron collider, un acceleratore da 6 miliardi di euro che, facendo scontrare particelle atomiche ad alta velocità e generando temperature di più di un trilione di gradi Celsius, dovrebbe rivelare il segreto di come è cominciato l'universo. Venti paesi europei, più gli Stati Uniti, hanno finanziato il progetto, che dopo anni di preparativi dovrebbe prendere il via il 10 settembre al Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra. Qualcuno, tuttavia, teme che l'esperimento andrà ben oltre le aspettative, creando effettivamente un mini buco nero, che crescerà di dimensioni e potenza fino a risucchiare dentro di sé la terra, divorandola completamente nel giro di quattro anni. Gli scienziati di Ginevra ribattono che non c'è assolutamente nulla da temere: ci sono scarse possibilità che l'acceleratore formi un buco nero capace di porre una minaccia concreta al pianeta, dicono, perché la natura produce continuamente delle collisioni di energia più alte di quelle che saranno create artificialmente dall'acceleratore, per esempio quando i raggi cosmici colpiscono la terra. Esperimenti di questo tipo, inoltre, sono stati condotti per trent'anni, senza avere risucchiato nemmeno un pezzettino della terra né causato danni di qualsiasi genere. Vero è che il nuovo acceleratore ha suscitato attenzioni e polemiche perché è il più grande mai costruito, con una circonferenza di 26 chilometri e la possibilità di lanciare particelle atomiche 11.245 volte al secondo prima di farle scontrare una contro l'altra a una temperatura 100mila volte più alta di quella che esiste al centro del sole. La speranza è individuare, così facendo, le teoriche particelle chiamate bosoni di Higgs, giudicate responsabili di avere dato massa, ovvero peso, a ogni altra particella esistente. Ma gli scienziati ammettono che ci vorranno anni prima di arrivare eventualmente a un risultato del genere, per le difficoltà nel trovare particelle così infinitesimamente piccole nel caos primordiale post-Big Bang creato dentro l'acceleratore.
Abbiamo ancora dieci giorni per salvare la terra?, si chiede, con leggera ironia, il Sunday Telegraph. "I miei calcoli indicano che il rischio che un buco nero mangi il pianeta a causa dell'esperimento è serio", afferma il professor Otto Rossler, un chimico tedesco della Eberhard Karls University che ha presentato il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani insieme ad alcuni colleghi. Replica James Gillies, portavoce del Centro Ricerche Nucleari di Ginevra: "Il ricorso non introduce nessun argomento che non sia già stato esaminato e respinto in passato, se questi esperimenti fossero rischiosi lo sapremmo già". In ogni caso lo sapremo con certezza dopo il 10 settembre, se la Corte Europea, come sembra di capire, darà luce verde all'iniziativa: che non sarà la "fine del mondo", ma un po' di curiosità al di fuori dei confini della scienza, in questo modo, l'ha ottenuta.
(1 settembre 2008)
 
!!!PREGO COMMENTATE PURE!!!
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